sabato 9 maggio 2015

Recensione: The Program di Suzanne Young

Recensione!

Titolo: The Program
Autore: Suzanne Young
Serie: The Program #1
Editore: De Agostini Young Adult
Trama: Sloane sa perfettamente che nessuno deve vederla piangere. La minima debolezza, o il più piccolo scatto di nervi, potrebbero costarle la vita. In un attimo si ritroverebbe internata nel Programma, la cura ideata dal governo per prevenire l’epidemia di suicidi che sta dilagando fra gli adolescenti di tutto il mondo. E una volta dentro, Sloane dovrebbe dire addio ai propri ricordi… Perché è questo che fa il Programma: ti guarisce dalla depressione, resettandoti la memoria. Annullandoti. Così, Sloane ha imparato a seppellire dentro di sé tutte le emozioni. Non vuole farsi notare, non ora che suo fratello è morto e lei è considerata un soggetto a rischio. L’unica persona che la conosce davvero è James, il ragazzo che ama più di se stessa. È stato lui ad aiutarla nei momenti difficili, lui a farle credere che ci fosse ancora speranza. Ma, quando anche James si ammala, Sloane capisce di non poter più sfuggire al Programma. E si prepara a lottare. Per difendere i propri ricordi, a qualunque costo


La mia recensione
 
Voto: 4 Stelle

Rapportarsi con la morte è sempre difficile, ci colpisce inesorabilmente, ci lascia senza parole, stupefatti, pietrificati, disperati, depressi, ci cambia senza che ce ne accorgiamo, il tempo passa e non siamo più quelli di prima, più duri, a volte più forti, ma ricorderemo per sempre le persone che abbiamo perso, diventando parte integrante di noi stessi.

The Program è la storia distopica di un futuro dove la popolazione dei ragazzi viene colpita da una depressione che li porta al suicidio e la società, per scongiurare le morti, ha inaugurato un “Programma” che lascia i suoi pazienti nuovi, immacolati, privi dei ricordi della vita passata, privi delle esperienze che li avevano resi tali.

Il libro si divide in tre parti, quella iniziale dove la protagonista ci viene introdotta, presentandoci le particolarità della sua comunità e la sua storia, il suicidio del fratello, il dolore della perdita che non ha potuto elaborare per paura di essere inserita nel Programma e perdere i suoi ricordi, perdere se stessa, il rapporto unico con James, il ragazzo che ama e che l'ha aiutata a superare i giorni difficili e le notti insonni.
Ma la situazione precipita quando ancora una volta vedono morire ancora una volta una persona che amavano senza poter far nulla.
La seconda parte ci presenta la nostra protagonista all'interno del Programma, e qui ci si presenta la parte puramente distopica della storia: il completo annullamento di se stessi per opera della società. Sloane vedrà poco a poco lasciarsi andare, perdere i ricordi di suo fratello, dei suoi amici, di James, della sua vita così come la conosceva. Cercherà di far di tutto per ribellarsi, sia questo vendersi, cercare l'appoggio delle persone sbagliate.
L'ultima parte è il reinserimento all'interno della società. Il controllo continuo da parte dei genitori, dello stesso Programma, essere bombardata dalla necessità di ricordare memorie che purtroppo non le appartengono più, e vedere come le persone, quelle che è destino che ci appartengono, tornino prepotentemente a far parte della nostra vita, e da qui inizia la rincorsa da parte della protagonista della sua libertà, la libertà di decidere da sé, di combattere, di soffrire e di piangere e accettare il passato e non lasciarlo al caso.

Sloane è una ragazza che pure nelle sue paure, nella sua fragilità, nel dolore che la lacera inesorabilmente, è forte, pronta a tutto per rimanere vera a se stessa e a proteggere gli affetti che le appartengono. È una di quelle protagoniste che non puoi far ameno di fare il tifo, che ti esaltano e che ti incantano tanto che ti vorrebbe quasi da entrare nel libro per difenderla tu stesso.

James, è impossibile parlare di questo libro senza esprimere due parole su questo personaggio. È il motore che sta alla base della storia, è il motore del cuore di Sloane, la ragione che le permette di lottare senza freni, che l'aiuta a non crollare di fronte l'ineluttabilità. È il ragazzo che ti lascia senza parole, testardo come un mulo ma pronto a scusarsi quando in torto, dolce e compassionevole, geloso e orgoglioso, dal cuore d'oro e pronto a tutto per il suo amore.

The Program è un libro difficile da digerire, è difficile entrare in sintonia con la storia e con i personaggi. Il tema trattato non è dei più facili, anzi al contrario è uno di quelli che nei YA si cerca di evitare o che al contrario quando viene menzionato lo si con i piedi di piombo o male.
All'inizio non sapevo come prendere la lettura di questo libro, è angosciante, difficile e complicato ma impossibile da posare o accantonare, sei intrigato dai personaggi, da come viene elaborata in maniere originale una società a base distopica senza risultare ridicola agli occhi di un lettore che ormai è saturo di questo tipo di lettura, senza contare che la storia ti entra dentro senza lasciarti un solo minuto con la curiosità di scoprire cosa succederà ai personaggi.

La storia però non si conclude con questo volume, i nostri protagonisti si sono ricongiunti ma non sono ancora liberi, senza contare l'enorme numero di domande lasciate in sospeso che spero trovino risposta nel prossimo volume.

Ma The Program non è solo un distopico indigesto a causa del tema difficile che ci presenta ma è anche un libro molto romantico. I ricordi che vengono ripercorsi della protagonista non sono solo romantici ma sono anche circondati da un velo di affetto, amore sincero che è impossibile non distinguere nelle emozione che trapelano dalla lettura. Ripercorrere i primi baci, le occhiate fugaci, le carezze, le emozioni della prima volta, sono ricordi indelebili, forti non solo per la protagonista ma anche per il lettore che sente e vive sulla sua pelle i ricordi di Sloane.

Un libro sull'amicizia, sull'amore, sull'importanza dei ricordi e di quanto questi ci rendono le persone che siamo ma soprattutto sull'importanza di vivere in libertà le proprie emozioni.
 
lo stile dell'autrice è semplice, molto delicato, che presenta i temi senza indorare la pillola ma anche con una abilità vera che ti rende la storia vera delle proprie condizioni.
 
Woldbuilding, forse un po' scarno, sarà perché in questi contesti preferisco una dose di messaggi più massiccia, che non mi facciano dubitare della veridicità del mondo così come viene descritto.

4 Stelle solo perché mi sarebbe piaciuto avere più informazioni, che spero vengano fornite nel prossimo libro della serie.



- A presto Susi

 

10 commenti:

  1. wow! Sono contenta si sia rivelata una bella lettura perchè è nella mia WL!

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    1. Sì molto avvincente. Consigliato.

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  2. Mi è arrivato a sorpresa, diciamo così, e tra la brutta copertina e la trama spudoratamente simile a quella di Matched e Delirium proprio non m'ispirava. La tua è una delle prime recensioni che leggo, quindi spero di concordare ;)

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    1. No Mik! Ti assicuro che non ha nulla dei due libri che mi hai accennato! È tutt'altra storia!

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  3. Yuppi *_* Speravo proprio che il libro fosse accolto bene e finora sto leggendo belle recensioni *_*
    Io l'avevo puntato già da un sacco, i want it.

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  4. Sono a caccia di recensioni su "The program" perché, nel mare di uscite, mi incuriosisce parecchio ma prima di fare l'acquisto voglio ponderarlo bene. La tua recensione è una spunta a favore per il "si, compralo" :)

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  5. L'ho letto ieri, tutto d'un fiato. Impossibile staccarsi. Mi ha tenuta incatenata alle pagine. Dovevo sapere cosa sarebbe successo. Amo il genere distopico, ma sono pochi i libri di questo livello. Bellissimo. E soprattutto, ha una sorta di finale che mi ha lasciata soddisfatta. Odio i cliffhanger spudorati...

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  6. Sono un po' combattuta nei confronti di questo libro...aspetterò ancora un po'...ciao Maria

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  7. Appena finito...sono sotto shock per l'epilogo...come va avanti?!!!! :'(

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  8. Ciao, ho appena finito di leggere The Program e condivido molte delle tue osservazioni e in generale devo dire che mi è piaciuto nonostante in prima persona e al presente non sia proprio il mio stile di scrittura preferito...
    L'ho trovato molto struggente in certi punti, ma soprattutto pieno di contrasti specialmente tra la prima e la terza parte.
    Se ti va di dare un'occhiata a ciò che penso su questo libro fai una visitina al nostro piccolo blog: Raggywords - Recensione The Program di Suzanne Young
    Scusa per l'eventuale spam indesiderato...
    Rainy

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