lunedì 19 agosto 2019

Recensione: Broken Knight di L.J. Shen

Nuova recensione!

Titolo: Broken Knight
Autore: L.J. Shen
Serie: All Saints High #2
Editore: Indigo
Trama: Non tutte le storie d'amore vengono scritte allo stesso modo.
La nostra aveva capitoli stracciati, paragrafi mancanti e una fine dolceamara.
Luna Rexroth è la ragazza timida che tutti amano.
Dolce. Gentile. Caritatevole. Silenziosa. Finta.
Sotto la maschera, l'aspetto da tomboy che tutti amano (ma che compatiscono) c'è una ragazza che sa esattamente cosa vuole, e chi, lei vuole - vale a dire, il ragazzo della casa sull'albero che le ha insegnato come dire le parolacce col linguaggio dei segni.
Colui che le ha insegnato a ridere. Vivere. Amare.
Knight Cole è l'eroe del football che tutti amano.
Bellissimo. Atletico. Muscoloso. Popolare. Bugiardo.
Questo spericolato combinaguai riesce a me metterti incinta col il solo sguardo, ma lui ha occhi solo per la ragazza dall'altra parte della strada: Luna.
Ma Luna non è più la ragazza di una volta. Non ha più bisogno della sua protezione.
Quando la vita gli riserva un colpo inaspettato il ragazzo d'oro di All Saints è costretto a comprendere che non tutti i cavalieri sono degli eroi.
Alcune volte le più grandi storie d'amore prosperano dalla tragedia.

La mia recensione
Voto: 4 Stelle

Broken Knight è il secondo libro della serie YA/New Adult All Saints High, nonché serie spin off della serie Adult Sinners of Saint

Mi sono imbattuta in Pretty Reckless a Maggio senza sapere bene cosa avrei trovato, non sapevo che fosse una serie spin off, non conoscevo i personaggi e – più importante – fino a quel momento non avevo mai superato le prime trenta pagine di un libro di L.J. Shen, ma la trama m aveva colpito particolarmente e mi sono buttata nella lettura amando ogni secondo di quel binge-reading tanto che ho fatto le ore piccole, tanto di aver riletto il romanzo più volte da quella volta, tanto che ho letto la serie principale anche se particolarmente attratta da quel tipo di storie.

Ora veniamo ai fatti, so che Pretty Reckless non è il romanzo perfetto, ci sono varie cose che non mi convincono delle storie della Shen, punto che ho confermato leggendo altri 6 romanzi dell'autrice, quindi non si tratta di un caso isolato ma nonostante tutto questo romanzo della Shen rimane per me il migliore perché ha tutto gli elementi angst/soapdrama che amo leggere nei romanzi New Adult. Con queste premesse ho iniziato a contare i giorni che mi separavano dalla lettura di Broken Knight, perché speravo che avrei ripetuto l'esperienza fatto con PR, ma non è stato così.
Mi trovo molto combattuta nel valutare e giudicare questo romanzo, ci sono molte cose che ho adorato ma anche tante altre che più di una volta mi hanno portato all'esasperazione e alla voglia di saltare pagine e pagine.

Una cosa che L.J. Shen sa fare è costruire dei bei personaggi, personaggi che hanno un piede ben fisso nella realtà di tutti i giorni perché sono personaggi che nel bene e nel male sono combattuti da lotte interne, sono dominati da demoni e paure, da sogni e desideri come tutti noi, quindi risulta per il letture molto facile immedesimarsi nei personaggi, entrare a capofitto nella lettura e leggere i romanzi dell'autrice tutti d'un fiato. Lo stesso accade anche con Broken Knight, Knight è un personaggio combattuto da dubbi e paure, lo si può percepire a partire dal prologo e continuare poi, capitolo per capitolo, tanto che è impossibile non struggersi e soffrire per un personaggio che sprofonda sempre di più in una spirale distruttiva dalla quale non riesce a riprendersi. Ma nonostante questo si finisce per amare questo ragazzo che non vuol null'altro che amare le persone che lo circondano ma che ha paura possano abbandonarlo. Knight è davvero un cavaliere dall'armatura scintillante pronto a difendere le persone che ama, ma sarà in grado di rivelare quello che segretamente prova e liberarsi dei pesi accumulati in anni di parole non dette e gesti interpretati al contrario?

Luna è un personaggi controverso – diciamo che preferisco personaggi più dinamici ed intraprendenti, ad esempio ho stramato Daria proprio perché è tutto quello che adoro dei moral grey character per cui stravedo ogni volta che li incontro in qualsiasi lettura – e totalmente impossibile da catalogare in uno schema fisso. Vediamo questa giovane donna rinchiusa nel suo mondo non riesca ad accettare vedersi allontanare giorno dopo giorno dall'unico ragazza che abbia mai voluto bene, dall'unico ragazzo che la comprende, che la ama e che l'ha sempre protetta da tutto, anche da quei stessi sentimenti che prova per lei. Iniziare il college dall'altro capo del paese e una serie di incomprensioni però causeranno la rottura definitiva del suo rapporto con KJC e Luna comprende che da quel momento non può più scappare e che deve trovare le parole per esprimere quello che ha nascosto nel suo cuore e che da quando era piccola ha sempre avuto paura di rivelare.

Ritornano come guest star tutti i protagonisti di Sinner of Saints, i coetanei dei due protagonisti (Daria, Penn, Vaughn), più delle nuove aggiunte tra cui la mystery girl (Lenny o Poppy?) che sarà a protagonista di Angry God.

Passiamo alle cose che non mi sono piaciute, che per essere precisi non è la storia, non è il conflitto che si crea tra i due protagonisti ma tutti quei piccoli dettagli – extra drama – che rovinano la lettura e che la rendono piena fino a scoppiare di elementi di cui si sarebbe anche fatto volentieri a meno, perché aggiungono solo altra carne a cuocere senza aggiungere davvero nulla alla storia o all'evoluzione/costruzione dei protagonisti. Lo si può sorvolare in un libro, in un secondo, passi il terzo, ma quando sei arrivata al settimo romanzo dell'autrice speri che abbia imparato che scrivere soap drama (non mi va di chiamarlo trash perché è denigratorio e ho finito di scusarmi per qualcosa che amo leggere) non equivale a riempire il romanzo di twist e turn, di imprevisti e sconvolgimenti perché rallenta tantissimo l'andamento del romanzo, perché porta il lettore a fare mille congetture che poi non avranno risoluzione (appunto perché sono inserire nella storia giusto per), perché porta l'autrice a creare un infinito tira e molla tra i protagonisti – scene e azioni che si ripetono – perché nel mentre deve aggiungere altro, e perché, essenzialmente, quando arrivi a metà romanzo arrivi a scocciarti perché hai letto tantissimo MA SEI ANCORA A METÀ ROMANZO!

Io ho amato questo romanzo, ho imparato anche ad apprezzare lo stile della Shen che prima mi provocava un urtamento del sistema nervoso non indifferente che mi portava ad abbandonare la lettura dei suoi romanzi, ma la bravura di un autrice – self o meno – sta nel comprendere quale sia il giusto mezzo tra il troppo e il troppo poco. Ci sono autrici di romance che scrivono 500 pagine a romanzo (Zapata e Reid per fare un esempio pratico) ma queste autrici sviluppano tutto l'arco narrativo linearmente senza sconvolgerlo ogni due e tre capitoli, senza creare un romanzo fatto di filler inutili e controproducenti.

Contrariamente ho apprezzato che la Shen abbia dato giustizia ad un tema delicato, ovvero creare consapevolezza riguardo la Fibrosi Cistica, malattia attualmente terminale e ancore senza cura. Ma più di tutto ho apprezzato che non abbia creato quel lieto fine che avrebbe reso questa storia una favola ma anzi abbia creato un appiglio con la realtà forte e concreto che ha dato modo al lettore di poter empatizzare coi personaggi.

Passando ai temi trattati ho trovato che si sia fatto un grande lavoro per quanto riguarda la concretizzazione degli stessi. Come per Pretty Reckless anche per Broken Knight i temi principali riguardano la famiglia e tutti quei sentimenti accessori che ne derivano. Entrambi i protagonisti hanno una relazione complicato coi genitori, entrambi – ma in maniera differente – soffrono della sindrome dell'abbandono ma ho apprezzato tantissimo come la costruzione del romanzo abbia portato i protagonisti a superare le difficoltà e ritrovarsi più forti insieme.

Ammetto senza difficoltà che in un paio di scene ho versato qualche lacrima ma nulla di intramontabile perché per me che sono una piagnona Broken Knight contiene il minimo sindacabile che mi porta a piangere e diciamo che ho trovato più di qualche similitudine tra la storia di Knight e la mia che mi ha portato alla mente dei ricordi e delle sensazioni che al sol ripensarci mi porta a provare nostalgia e quel peso sul petto che mi è impossibile da liberare se non piangendo.

In conclusione Broken Knight mi è piaciuto ma sono amareggiata dal non averlo trovato eccezionale come avrei sperato, ma nel compenso ha creato l'aspettativa necessaria per farmi attendere con impazienza Angry God, terzo libro della serie All Saints High.

4 Stelle




- A presto Susi

1 commento:

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